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Salvia, e siete salvi!

“Perché dovrebbe morire l’uomo nel cui orto cresce la salvia? La salvia è salvatrice e rimedio naturale”: così nel tardo Medioevo la Scuola medica salernitana di Federico II definiva questa utile pianta. E per convincere anche i più scettici aggiungiamo che il suo nome deriva dal latino salvus, cioè salvo! Al di là del suo abituale impiego in cucina, la salvia è ricca di proprietà benefiche tutte da conoscere bene. 



Che cosa contiene

Dal punto di vista dei principi attivi questa aromatica è una farmacia in miniatura: contiene un olio essenziale a base di canfora e altre sostanze; inoltre tannini, saponosidi e una sostanza estrogena, che nell’insieme le conferiscono proprietà digestive, antidiabetiche, balsamiche, espettoranti, antisettiche e antinfiammatorie. 

È un vero toccasana per l’organismo femminile (favorisce il concepimento, riduce i dolori del parto e mitiga i disturbi della menopausa), ma risolve anche altri problemi: regolarizza le funzioni intestinali e l’attività della cistifellea, favorisce la convalescenza, mantiene l’equilibrio del sistema nervoso, soprattutto in caso di stress, emotività esagerata o esaurimento. Usata esternamente cura piaghe, ulcere, afte e punture d’insetti, verso i quali esercita un certo effetto repellente. 

Dunque, la sua fama non è immeritata: fate attenzione però a non assumerla in dosi eccessive, perché può risultare tossica; inoltre è meglio non farne troppo uso durante l’allattamento.

Altra avvertenza: questa miniera di sostanze benefiche vale per la Salvia officinalis (salvia da cucina) e sue varietà (es. a foglia variegata, larga o stretta, grande o piccola), ma non per le innumerevoli specie ornamentali e loro cultivar, che hanno perso i principi attivi.


Come coltivare la salvia

È fra le piante più facili da coltivare: ha bisogno di un terreno calcareo (se è argilloso aggiungete un po’ di sabbia), va concimata e ben innaffiata al momento dell'impianto, dopodiché sopporta anche periodi di siccità ed è molto longeva. Sta bene ovunque dalla Sicilia alle Alpi, anche in vasi di coccio o di latta, o in giardino e nell’orto, purché la posizione sia riparata e venga illuminata dai raggi del sole per gran parte della giornata. 

Le bustine con le sementi di salvia officinale sono facilmente reperibili; è altrettanto facile ottenerla per talea, da staccare alla fine dell'estate, dopo la fioritura. Nel vostro Centro di Giardinaggio da marzo a luglio troverete il massimo assortimento di Salvia officinalis nelle sue molte varietà, tutte medicamentose oltre che squisite in cucina.


Come si raccoglie

È molto facile imbattersi nella salvia dei prati (S. pratensis), che punteggia di viola i prati di tutta Italia (a eccezione delle isole), ed è un ottimo foraggio per il bestiame, ma purtroppo non ha proprietà particolari. La salvia officinale invece è molto più selettiva: la troverete spontanea solo sulle rupi calcaree dell'Italia meridionale, dalla costa fino alla prima collina. 

In maggio-giugno, quando la concentrazione di sostanze utili è massima, scegliete una giornata secca e, durante le ore più fresche, recidete con le forbici gli steli fioriti, che metterete poi a seccare all'ombra e all'aria. Conservate foglie e fiori staccati dai fusti in vasi di vetro ermeticamente chiusi. 

Per l’impiego gastronomico invece le foglie si possono staccare tutto l’anno.


Ricette erboristiche

I principi attivi si mantengono anche nella pianta secca: le preparazioni utilizzano foglie e fiori essiccati, salvo diversa indicazione. 

• Per velocizzare la digestione lenta: macerate per 12 giorni 50 g di foglie in 1 l di vino Marsala, all’occorrenza bevetene un bicchierino dopo i pasti. 

• Contro la tosse insistente: bollite 40 g di foglie per 3 minuti in 1 l d'acqua, lasciate in infusione per 10 minuti, filtrate, fate raffreddare, bevetene tre-quattro tazze al giorno, addolcite con miele di eucalipto o melata d’abete. 

• In caso di gengive sanguinanti: bollite 50 g di foglie per 3 minuti in 1 l d'acqua, lasciate in infusione per 10 minuti, filtrate, fate raffreddare, effettuate sciacqui 2-3 volte al giorno

• Ai primi sintomi di mal di gola: bollite 40 g di foglie per 3 minuti in 1 l d'acqua, lasciate in infusione per un’ora, filtrate, utilizzate per gargarismi fino a 6 volte al giorno 

• Per cicatrizzare le ferite: bollite per 10 minuti 20 g di foglie in 2 bicchieri di vino rosso, filtrate e lasciate intiepidire; aggiungete un cucchiaio di miele liquido (come quello d’acacia) e, dopo aver mescolato, imbevete una garza e applicatela alla parte lesa almeno 2 volte al giorno. 

• Per una delicata igiene intima femminile: bollite per 10 minuti 20 g di foglie e 20 g di fiori in 1 l d'acqua, lasciate raffreddare, filtrate, utilizzate il liquido per lavaggi o irrigazioni.


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