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La carica delle piante australiane

Caldo anzitempo, inverni miti, estati comunque secche mettono a dura prova il giardino e il terrazzo, a meno che non scegliate le piante australiane! Il perché è semplice: provengono da zone desertiche o mediterranee, dove fa molto caldo di giorno e fresco di notte, e dove soprattutto non piove quasi mai. Dunque queste esotiche creature si sono abituate a vivere con pochissima acqua, grazie a foglie spesso aghiformi (ma non pungenti), e a fiorire in abbondanza per richiamare gli impollinatori. Che dire, se non suggerirvi di provarle nel vostro balcone, terrazzo o giardino? Siamo sicuri che non ve ne pentirete, anche semplicemente perché molte fioriscono ininterrottamente per mesi! Trovate tutte le piante australiane in assortimento nel vostro Centro di Giardinaggio di fiducia.



Callistemon o “pianta degli scovolini”

Fra maggio e luglio questo robusto arbusto si riempie di vistose infiorescenze, lunghe fino a 20 cm, date da soli stami in genere color rosso cremisi (ma anche giallo limone), esattamente identiche agli scovolini. Callistemon citrinus forma un cespuglio un po’ scompigliato, con lunghi rami arcuati e ricadenti, elastici, coperti da foglie strette e fitte, di colore verde chiaro.

Lo si trova in Italia da inizio Millennio, quindi è ben adattato e ben sperimentato nel nostro Paese. Trova l’optimum in riva al mare, dove non teme la salsedine, ma vive benissimo anche in Pianura Padana, in piena terra in un punto riparato e soleggiato (tollera fino a –3 °C) oppure in vaso da coprire con non tessuto in novembre. Rinvasatelo o piantatelo a fine fioritura, con ottimo drenaggio sul fondo e tanta torba (non ama il calcare). In vaso chiede un po’ d’acqua fra aprile e settembre, mentre in giardino dal secondo anno solo qualche irrigazione di soccorso. Queste indicazioni sono sostanzialmente valide anche per le altre piante australiane.


Grevillea, anche come albero di Natale

Anche la grevillea (Grevillea juniperina, G. rosmarinifolia) non è una sconosciuta in Italia: attira per le foglie di colore verde scuro che contrastano con la fioritura rosso magenta, singolari infiorescenze rococò che si aprono a grappoli da marzo a maggio. E ne esiste anche una varietà, ‘Mount Tamborita’, che addirittura fiorisce fra novembre e febbraio: in madrepatria è fra le piante australiane dedicate al Natale, perché è già addobbata! 

Qualunque grevillea è un arbusto di dimensioni medio-piccole (1,50 l’altezza massima) e un accrescimento lento: è perfetta come bordura nel vialetto d’ingresso o per una siepe bassa, ma anche per la coltivazione in vaso, più indicata nel Nord Italia perché teme temperature inferiori a 0 °C.



Leptospermo, cascata di fiorellini

Fra le piante australiane, il leptospermo offre il plus del fogliame aromatico: basta accarezzare le foglie aghiformi per sprigionare il gradevole sentore. Inoltre, i rametti sottili da maggio a ottobre si coprono di fiori, piccoli e numerosissimi, semplici o doppi, rossi, rosa o bianchi. Leptospermum scoparium è perfetto in giardino come esemplare isolato allevato ad alberello o come singolo cespuglio al centro di un’aiuola, o anche per creare una siepe profumata. Nel Nord Italia resiste in una posizione molto riparata e soleggiata, altrimenti è meglio il vaso. Può essere rinvasato o piantato anche in fioritura, curando molto l’irrigazione (ricordatevi sempre che tutte le piante fiorite sono delicate se si tocca la zolla).



Camelaucio, ama il caldo

Sembra un incrocio fra leptospermo e grevillea il camelaucio (Chamelaucium uncinatum): dal primo ha preso i fiori minuti ma numerosissimi, di colore candido venato di lilla, e dalla seconda le foglie “aghiformi” di colore scuro, fra le quali spiccano le piccole corolle bianche durante la fioritura, che avviene da gennaio a maggio. A differenza delle altre piante australiane qui descritte, questo arbusto è consigliato solo per tutta la costa tirrenica dalla Liguria in giù e per il Sud Italia, perché più delle altre teme il freddo (soffre intorno ai 2 °C).



Metrosideros, per le foglie e i fiori

I metrosideri spiccano per i fiori vistosi, formati da lunghi stami rossi come nel callistemon, ma disposti a raggiera, che sbocciano da maggio ad agosto. In patria, dove diventano veri e propri alberi (“albero di Natale della Nuova Zelanda”), vengono coltivati, oltre che per il loro valore ornamentale, per il legno che è duro e robusto: alcune specie sono in grado di arrampicarsi per la presenza di radici aeree. In Italia sono reperibili Metrosideros robustus, che fiorisce verso fine primavera con fiori color rosso scuro su un fogliame verde glauco molto decorativo; e M. excelsus, arbusto con rami eretti, foglie simili a quelle del bosso e fioritura da giugno in poi di colore rosso, con fiori riuniti in infiorescenze compatte dagli stami piumosi. Coltivateli in giardino solo nelle zone miti, mentre nel Nord Italia vivono benissimo in vaso, da proteggere con teli di non tessuto quando la temperatura scende sotto i 5 °C.



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