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Attrezzi da giardinaggio: quali servono in casa?

Se il vostro potos secca un tralcio, lo tagliate con le forbici da carta? Se si forma un po’ di muschio sul terriccio di una monstera troppo bagnata, lo grattate via con la forchetta da cucina? Se fate un rinvaso, prendete la terra dal sacco con le mani o con un mestolo da cucina, magari dismesso? Sapete che sono azioni scorrette, perché gli strumenti utilizzati sono sbagliati, inutili e perfino nocivi per le piante? Anche chi fa giardinaggio solo fra le pareti domestiche è bene che si munisca dei pochi, semplici ed economici attrezzini che fanno felici le amiche verdi e semplice la vita del giardiniere. Li trovate in tutti i Centri di Giardinaggio e, una volta acquistati, vi dureranno una vita.


Attrezzi base

La paletta (o trapiantatore) serve per muovere il terriccio: in casa ve ne serve una di dimensioni normali a lama stretta e una molto piccola, a lama o larga o stretta, per fare i rinvasi di piante di tutte le taglie. Vi permette di prelevare il terriccio dal sacco senza dover usare le mani, sparpagliandone la metà sul pavimento o sul tavolo. Con il dorso convesso potete premere sulla terra versata nel vaso per compattarla.

La forchettina da giardinaggio serve per smuovere il terriccio dei vasi se si compatta formando la “crosta”, e per spargere il concime granulare e mescolarlo alla terra.

Il vaporizzatore è indispensabile, visto che quasi tutte le piante d’appartamento a foglia lucida vanno nebulizzate perlomeno in estate e inverno.

Il filo di ferro plasticato verde è necessario per fissare tralci e rami ribelli ai tutori. Abituatevi a riciclarlo per nuovi fissaggi, così come a riciclare i tutori finché non diventano inutilizzabili.

I tutori infatti servono eccome: ogni volta che una pianta cresce oltre misura, per evitare che i rami occupino troppo spazio o si spezzino bisogna legarli a un tutore. Questo può essere più o meno lungo (da 30 cm a 1,80 m), in legno (i più corti), bambù o acciaio plasticato verde (i più lunghi). Abituatevi a pulirli con una spugnetta umida per riciclarli da una pianta all’altra. Attenzione: quelli in legno con le annaffiature si decompongono alla base, e quando sono troppo corti vanno buttati fra i rifiuti organici.

Infine un annaffiatoio da 4 l con il becco lungo vi consentirà di annaffiare il terriccio (e non il tavolo), anche su mensole o scaffali.


Attrezzi per tagliare

In casa è sufficiente una forbice da giardino: la trovate nel vostro Centro Giardinaggio con il nome di “forbice cogliuva” e ha lame strette con taglio a forbice, molla e leva di chiusura. Non acquistate un potatoio, né con taglio a forbice né men che meno a battente: è un attrezzo che serve in giardino e in terrazzo su piante legnose, al momento della potatura (come dice il nome), ma che in casa non avrebbe alcun senso. Non utilizzate mai una normale forbice da cucina o da ufficio: schiaccia i tessuti vegetali provocandone la morte nella zona circostante il taglio, e in genere non è in grado di recidere i rametti più consistenti.

Anche perché, in appartamento se proprio aveste piante coriacee (per es. palme, banano, dieffenbachia o ficus anziani), sarebbe molto più utile un segaccio. È un coltello pieghevole dal manico ricurvo: in giardino assicura un taglio preciso degli steli e rametti di arbusti e piccoli alberi, in casa serve appunto su fusti coriacei e resistenti, non tagliabili con una forbice né con un potatoio. Conservatelo sempre ben chiuso, bloccato con l’apposita leva e riposto nella sua custodia.


Consigli per gli acquisti

In casa fate entrare attrezzi con il manico corto: non avete vasi sul pavimento che richiedono un manico lungo per non dover piegare la schiena; inoltre in piccoli spazi il manico lungo rischia di farvi dare gomitate alle suppellettili intorno a voi.

I cosiddetti “primo prezzo” da supermercato sembrano più convenienti, ma il risparmio è dato dalla scarsa qualità dei materiali. Può capitare cioè che si pieghino o si spezzino (sia la testa sia il manico) magari su un terriccio indurito: rimarreste senza attrezzo nel momento del bisogno e dovreste spendere nuovamente per riacquistarlo. Meglio quindi puntare su prodotti di marca, che assicurano una lunga durata (in casa anche per più di un decennio). 

Il materiale tradizionale per tutti i piccoli attrezzi è l’acciaio, in genere inox temprato, ancor meglio se rivestito da un trattamento antiruggine e che ne facilita lo scorrimento. In alcuni casi vengono utilizzati anche l’alluminio e la plastica: sono perfetti per utensili a manico corto, con i quali si presuppone di non dover esercitare grandi pressioni.

Quanto ai manici, quelli in legno tendono a screpolarsi se non trattati periodicamente con impregnanti e, spesso, sono causa di vesciche sulle mani dell’operatore. Più comodi quelli in plastica (ma spesso meno robusti) o in acciaio rivestito, che possono anche essere sagomati secondo i principi dell’ergonomia, per ridurre l’affaticamento del giardiniere.

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