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Siepe naturalistica, anche per gli animali amici

Sapete cos’è una siepe naturalistica, di cui spesso parlano i progettisti di giardini suggerendola alla committenza? È un qualcosa di splendido: è una recinzione vegetale che cambia aspetto durante l’anno, vuoi per la presenza/assenza delle foglie e il loro colore, per i fiori e poi per i frutti, e anche per le presenze animali che, se la siepe viene tenuta nel modo giusto, animano i cespugli dalla primavera all’inverno, permettendovi di osservarle da vicino.


Che cos’è la siepe naturalistica

Tecnicamente, una siepe naturalistica è un filare di arbusti (cespugli) di specie spontanee tipiche del luogo dove la siepe viene realizzata. Viene chiamata anche “siepe campestre”, proprio perché un tempo questi divisori venivano realizzati a delimitare le proprietà di campagna, utilizzando piantine prelevate in natura nei dintorni, a formare una siepe mista. Ha sempre portamento informale (cioè non viene potata se non quando diventa molto ingombrante) perché deve riprodurre il più possibile l’andamento spontaneo delle piante che la compongono. È perfetta per i giardini di campagna, perché offre una serie di vantaggi rispetto alla siepe ornamentale classica e monospecifica.






10 vantaggi della siepe naturalistica

  1. La siepe naturalistica costa poco: le specie che la compongono hanno poco valore economico perché sono facilmente reperibili in campagna. Volendo invece acquistare le piantine, scoprirete che anche nel vostro Centro di Giardinaggio queste specie semplici e “antiche” costano pochissimo.

  2. Essendo piantine spontanee nel territorio, l’attecchimento è quasi matematico: sono già abituate al clima e al terreno del posto, e bisognerebbe proprio lasciarle per tutta l’estate a secco per vederle morire.

  3. La siepe che si compone non stride con il paesaggio, proprio perché le piante sono circa le stesse, mentre, per es., una siepe di tuie o di Leylandii fa sempre a pugni con la vista…

  4. Risulterà invece varia e gradevole, scegliendo e alternando le specie che la compongono. Potrete avere bei fiori in primavera, fogliame di tanti colori dalla primavera all’autunno, e una piacevole produzione di frutti colorati fra l’estate e l’inverno. Volendo, alcune bacche si possono utilizzare anche in cucina…

  5. Per il massimo dal punto di vista estetico, questa siepe va potata una sola volta durante l’anno, fra gennaio e febbraio quando è profondamente dormiente. Si eliminano i rami rotti o secchi, e si riordinano leggermente le dimensioni: tutto qui!

  6. Proprio per la sua natura spontanea, adatta all’ambiente, sarà difficile che la siepe si ammali o venga attaccata gravemente dai parassiti: le specie autoctone sanno difendersi da sole e, ovviamente, non richiedono trattamenti di difesa.

  7. Se la siepe è densa, riesce ad abbattere l’inquinamento (per es. vicino a una strada trafficata o a una ferrovia) e a ridurre il rumore, mantenendo anche un’efficace funzione frangivento.

  8. Se collocata su un terreno in pendenza, le radici sono in grado di trattenerlo evitando movimenti franosi.

  9. Scegliendo specie dai rami spinosi, avrete una perfetta siepe di recinzione per il giardino, anti-intrusione, che uomini e animali selvatici dannosi non riusciranno a varcare.

  10. Le piante autoctone offrono rifugio agli animaletti selvatici, come gli uccellini che nidificheranno fra i rami in primavera-estate (non disturbateli!), e i ricci: entrambi sono insettivori e, in cambio dell’ospitalità, vi aiuteranno nella lotta agli insetti nocivi al giardino. Ma ci potranno soggiornare anche conigli, lepri, fagiani, quaglie… Le fioriture primaverili richiameranno invece le api e gli altri insetti pronubi, aiutandoli a sopravvivere.


Le specie più adatte

Per comporre la vostra siepe naturalistica cercate sanguinella (Cornus sanguinea), (Ligustrum, varie specie), prugnolo (Prunus spinosa), rosa canina (Rosa canina), olivello spinoso (Hippophae ramnoides), pero selvatico (Pyrus pyraster), pero corvino (Amelanchier ovalis), nocciolo (Corylus avellana), frangola (Rhamnus frangula), viburno (Viburnum lantana), sambuco (Sambucus nigra), berretta da prete (Euonymus europaeus), ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius), ginestra di Spagna (Spartium junceum), coronilla (Coronilla emerus) e, nel Sud, lentisco (Pistacia lentiscus), fillirea (Phillyrea latifolia), alaterno (Rhamnus alaternus), teucrio (Teucrium fruticans), gnidio (Daphne gnidium), palma di S. Pietro (Chamaerops humilis).



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