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Potare gli arbusti sempreverdi: fatelo adesso

Aggiornamento: 31 gen

Se i mesi fra novembre e febbraio sono classicamente quelli dedicati alle potature delle piante legnose, quello di gennaio è riservato tassativamente agli arbusti (e alberi) sempreverdi. Il perché è presto detto: proprio perché mantengono le foglie anche in inverno, i sempreverdi sono in grado di “lavorare” anche quando fa freddo, andando veramente a riposo solo al culmine dell’inverno, quando le temperature si mantengono vicine allo zero per parecchi giorni o settimane consecutivi. Intervenendo quando l’attività biologica è praticamente ferma, la pianta non perde preziose risorse e non viene danneggiata dalla potatura. Alberi e arbusti caducifogli dormono per un tempo molto più lungo, mentre sui sempreverdi è bene cogliere l’attimo in gennaio…


Quando potare

Se possibile, scegliete una giornata asciutta già da qualche giorno, senza previsione di pioggia da lì ad almeno tre giorni, possibilmente soleggiata, senza vento durante l’esecuzione dell’operazione e per un’altra giornata intera, e operate nelle ore centrali del giorno.

Perché queste precauzioni? L’assenza di pioggia evita che eventuali spore fungine o batteriche (cioè i “semi” dei funghi patogeni o dei batteri) possano essere trasportate proprio sui punti di taglio, da dove possono facilmente penetrare nella pianta aggredendola. Il soleggiamento contribuisce ad asciugare velocemente le superfici di taglio. L’aria immobile evita innanzitutto possibili incidenti al giardiniere impegnato nell’operazione, ma anche l’arrivo delle spore appena citate.


Come potare

È meglio potare di meno che di più: fate sempre in tempo a dare qualche colpo di forbici di rifinitura, ma se tagliate troppo dovrete aspettare qualche anno prima di avere nuovamente un arbusto in bella forma. Una potatura incisiva può squilibrare l’esemplare, soprattutto se la sua natura non gradisce tagli forti; nel migliore dei casi invece si limiterà a non fiorire per qualche anno, nel peggiore crescerà stentato e forse morirà.

Iniziate a potare poco, poi fare qualche passo indietro e fermatevi a osservare come si presenta la pianta: il taglio che è valido dal punto di vista estetico lo è in genere anche sotto l’aspetto della funzionalità della pianta.


Cosa potare

Tutto il legno morto, malato, seccato o spezzato va sempre eliminato prontamente, e sui sempreverdi è evidentissimo: porta solo foglie secche o evidentemente malate. Tagliate fino a un paio di centimetri di legno vivo (verde) se il ramo è secco, 4-5 cm sotto il punto di rottura se il ramo è spezzato, almeno 20 cm nel legno sano se il ramo è malato (e in questo caso disinfettate subito le cesoie con alcool o candeggina e dopo irrorate un antifungino a base di rame).

I rami robusti vanno solo leggermente spuntati, per evitare che crescano con ancora maggior vigoria; i rami deboli invece vanno tagliati di due terzi per costringerli a ributtare con forza.

Se in un cespuglio a foglie variegate appaiono rami con fogliame interamente verde, più robusti perché hanno carattere dominante, vanno immediatamente recisi, perché la dominanza – se non rimossa – si estende rapidamente a tutto l’arbusto, perdendo così in modo irreversibile la variegatura.

I polloni, cioè i getti emessi al colletto durante tutta la bella stagione, si lasciano se desiderate un portamento a cespuglio, tagliando alla base quelli più stentati. Se invece desiderate un alberetto o un cespuglio con 4-5 fusti, vanno tagliati costantemente.


Quali piante potare

Adesso si potano tutti i sempreverdi lontani dalla fioritura, generalmente programmata da aprile in poi, da gemme di nuova produzione. Qualche esempio: Aucuba japonica, Cotoneaster sempreverdi, evonimi giapponesi, fotinia, Hypericum calycinum, lavande, ligustri, Osmanthus, Prunus laurocerasus, rincospermo, Santolina chamaecyparissias ecc.

NON si potano, ovviamente, gli arbusti sempreverdi in fioritura o prossimi a fiorire, come Mahonia, Viburnum tinus, sarcococca, Daphne odora, Clematis armandii, camelie, azalee e rododendri ecc. Per loro, aspettate la fine della fioritura.



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