top of page
  • Immagine del redattoreInnavoflora

Piretro, insetticida naturale

Per difendere le vostre piante volete utilizzare solo prodotti naturali? Bravi, fate benissimo, per voi, la vostra famiglia (a due e quattrozampe), le piante stesse e l’ambiente in generale. Anche perché oramai, grazie alla legislazione europea, sono rimasti pochissimi prodotti fitosanitari (insetticidi e fungicidi) chimici acquistabili senza il “patentino” (documento che attesta il superamento di un esame dopo aver seguito l’apposito corso sui fitofarmaci). Fra i prodotti non chimici ammessi in agricoltura biologica uno degli insetticidi più famosi è il piretro, eccezionale nell’eliminare afidi (“pidocchi delle piante”), bruchi (larve di Lepidotteri), mosche bianche (Aleurodidi) e tanti altri parassiti delle piante. Lo trovate in decine di flaconi e scatole delle diverse marche più famose, in tutti i Centri di Giardinaggio. Ma siete sicuri di conoscere bene ciò che, sebbene naturale, andate a spruzzare con serenità?




I prodotti commerciali a base di piretro

In vendita potete trovare, leggendo l’etichetta, il “piretro”, a base di un’unica sostanza, oppure le “piretrine”, una miscela di sei sostanze ad azione insetticida, ottenute dalla macinazione dei capolini di alcune Composite appartenenti al genere Chrysanthemum, soprattutto da Chrysanthemum cinerariaefolium, che è anche l’unica sostanza contenuta nel “piretro”.

In genere, i prodotti commerciali che contengono il solo piretro non hanno additivi, mentre spesso quelli a base di piretrine sono addizionati di piperonilbutossido. I primi sono poco nocivi per l’ambiente, vista la bassa persistenza (vengono rapidamente degradati dalla luce e da elevate temperature), ma sono poco aggressivi anche nei confronti degli insetti dannosi. Vanno utilizzati rispettando le indicazioni in etichetta, riguardo a dosi, momento dell’anno e della giornata, bagnatura, stadio dell’insetto (è preferibile indirizzarli contro le forme giovanili, più sensibili). 

I prodotti in cui il piretro è abbinato al piperonilbutossido (PPBO) sono più efficaci, perché quest’ultimo è un “adesivante e coadiuvante”, cioè migliora la persistenza sul fogliame e il potere insetticida del piretro. Per i trattamenti su piante da orto e da frutto è preferibile scegliere questi prodotti perché garantiscono una maggiore persistenza d’azione del trattamento.

Ricapitolando: “piretrine naturali” e “piretro” sono sinonimi e assicurano di utilizzare un prodotto a base di sostanze insetticide naturali. Invece “piretroidi” indica prodotti chimici di sintesi (non ammessi in agricoltura biologica), con una lunga persistenza sulla coltura e nell’ambiente e non innocui per l'uomo: per questo ora non sono più in libera vendita, ma acquistabili solo con patentino.

Tutti questi prodotti si trovano in commercio sotto due tipi di formulazioni, quella liquida già pronta per l’uso, spesso con erogatore a spruzzino (trigger), oppure quella in polvere da diluire in acqua.


Gli insetti colpiti dal piretro

Il piretro/piretrine è attivo contro numerosi insetti, quali afidi, aleurodidi, altica, antonomo del melo, cavolaia, cicaline, larve di cimici, larve di coleotteri, criocera, larve di dorifora, larve di Lepidotteri, metcalfa, miridi, mosca mediterranea della frutta, piralide, psille, tentredini, tignole, tingidi, tipula, tripidi. Attenzione però: trattamenti frequenti creano fenomeni di resistenza da parte degli insetti nocivi, soprattutto nel caso degli afidi.

Agisce paralizzando i centri respiratori e nervosi di tutti gli insetti, semplicemente per contatto. È necessario bagnare bene la vegetazione, sopra e sotto le foglie, per irrorare le popolazioni di insetti nocivi; non penetra invece all’interno del vegetale, né di insetti “corazzati” (dorifora e cimici adulte). 

Può quindi essere utilizzato con tranquillità sulle piante da orto e da frutto, poiché non lascia residui. Il tempo di carenza è di 2 giorni, che devono trascorrere prima del consumo di ortaggi o frutti; sono invece 3 i giorni da attendere prima di effettuare lanci di insetti utili, es. coccinelle.


Come utilizzare il piretro

Potete utilizzare il piretro/piretrine su tutte le piante, d’appartamento, da balcone e terrazzo, da giardino, da orto e del frutteto, purché lo irroriate all’aperto, in modo da evitare fenomeni di tossicità sull’uomo e gli animali tra le mura domestiche.

I prodotti in flacone con trigger sono pronti all’uso, basta agitare e spruzzare il liquido sulla vegetazione. Quelli in polvere vanno diluiti in acqua secondo le istruzioni e le dosi riportate in etichetta e distribuiti con una pompa a spalla o un vaporizzatore. L’acqua deve possedere un pH inferiore a 7: in caso di acqua “dura”, va acidificata con qualche goccia di aceto o succo di limone, verificando con una cartina tornasole (o un pHmetro, ambedue reperibili nei Centri Giardinaggio) il pH raggiunto (non deve scendere sotto pH 4). I trattamenti vanno ripetuti ogni 3-5 giorni fino a scomparsa dei parassiti. Il prodotto non utilizzato va conservato al buio e al fresco, per un massimo di 2 anni.


Attenzione…

Sebbene sia una sostanza naturale, il piretro non è innocuo, nel senso che risulta tossico anche per gli insetti utili (cioè non è selettivo) e per i pesci: non va distribuito nei pressi di corsi d’acqua o laghetti “abitati”, né si impiega in fioritura, quando colpirebbe anche le api e gli altri insetti impollinatori.

Dopo il trattamento, il piretro viene degradato dalla luce solare in 2-3 giorni.

Per nessun motivo il piretro deve essere somministrato durante la fioritura dei fruttiferi, per evitare sicuri fenomeni tossici nei confronti degli insetti impollinatori.

L’irrorazione va eseguita nel tardo pomeriggio, soprattutto durante le giornate più calde, poiché l’efficacia diminuisce oltre i 25 °C. 

Non miscelate il piretro con il rame (basico).



0 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
bottom of page