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  • Immagine del redattoreInnavoflora

Muffa grigia all’attacco

Lei ama l’umidità, che in autunno-inverno è ai massimi, perché le sue spore “nuotano” letteralmente in un velo impalpabile d’acqua per diffondersi e attaccare qualunque vegetale incontrino: la muffa grigia o botrite è un grande nemico di stagione, che dovete imparare a riconoscere, prevenire e combattere. Perché purtroppo non perdona, se viene trascurata.




Un nemico ubiquitario

La Botrytis cinerea è una delle malattie fungine più temibili, perché è ubiquitaria e poco selettiva, ossia colpisce qualunque pianta: ama i tessuti erbacei di piante ornamentali (dalle primule alle petunie, ai gerani, alle peonie e ai ciclamini, perfino alle piante grasse), orticole (dal pomodoro alla zucca, al sedano, alla carota…) o fruttiferi (oltre ai germogli degli alberi, tutti i frutti ricchi d’acqua, dalle mele alle albicocche e ai lamponi ecc.). Si chiama “muffa grigia” perché appare proprio come una classica muffa ed è di colore grigio.


Una muffa grigia ovunque

Attacca i tessuti erbacei (foglie, steli, boccioli, fiori), cioè morbidi, delle piante sia erbacee sia legnose. La potete riconoscere subito se vedete un rammollimento dei piccioli che sostengono foglie e fiori, a cui segue il ripiegamento e appassimento delle lamine e dei bocci. Se poi osservate bene, notate una peluria grigia o biancastra nelle zone più molli, che si inumidiscono e marciscono. I frutti invece si coprono di una sottile muffa biancastra.

In sostanza il fungo devasta i tessuti vegetali, “sciogliendoli”. Così si interrompe la fioritura e si staccano le foglie; nei casi più gravi marcisce il colletto della pianta e subito dopo anche le radici muoiono.

Attacca di preferenza le piante già indebolite, dove l’ambiente sia ricco di umidità, come capita spesso in autunno e in primavera vicino a terricci troppo bagnati, fra esemplari piantati troppo vicini dove l’aria non circola, oppure in serra in inverno. Infatti, le spore (le strutture riproduttive, paragonabili per funzione ai semi) si liberano nell’aria – toccando la parte ammuffita si alza una sorta di pulviscolo – per depositarsi anche a notevole distanza, propagando molto facilmente l’infezione. 


Prevenire ed eliminare la muffa grigia

Come sempre, prevenire è meglio che curare. Ecco 5 consigli utili per la prevenzione.

1. Annaffiate senza eccessi, mai sul fogliame o al colletto (la base della pianta), e di mattina quando i tessuti vegetali si asciugano più rapidamente. 

2. Spaziate in modo corretto gli esemplari alla piantagione. 

3. Arieggiate di frequente la serra e le piante sotto coperture invernali. 

4. Riducete le concimazioni azotate che arricchiscono in liquido i tessuti. 

5. Eliminate subito le parti sfiorite o appassite che sono facile preda del parassita. 

Se invece notate qualche cuscinetto di muffa, eliminate con cura tutte le parti ammuffite e irrorate in giardino i sali di rame (come la poltiglia bordolese), ripetendo ogni 10 giorni fino alla scomparsa dei sintomi; sul balcone, in casa o in serra un prodotto a base di propoli (reperibile nei Centri di Giardinaggio) seguendo le istruzioni indicate in etichetta (rispettate soprattutto la frequenza di trattamento).

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