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Macchia nera, e il rosaio si spoglia

È un classico – purtroppo – delle rose dalla fine di maggio in poi: sulle foglie appaiono puntini neri dai bordi venati, e nel giro di poche settimane l’intera lamina annerisce e cade. Se l’attacco è molto forte, i rosai si defogliano in luglio e devono emettere un nuovo fogliame proprio quando andrebbero “in pausa” nel clou della calura estiva. Si chiama “macchia nera” dei rosai, ma anche “ticchiolatura” nelle piante da frutto. Attacca prevalentemente le Rosacee, sia da fiore (come la rosa) sia da frutto (come il melo).


Una malattia subdola

Non causa mai la morte della pianta, se non nell’arco di anni, ma la logora, la indebolisce perché, colpendo le foglie, ne riduce l’attività fotosintetica, cioè la capacità di produrre nutrimento per la pianta stessa, che così funziona male: produrrà sempre meno fiori, limitandosi alla sopravvivenza.

Inoltre, il contagio non si manifesta nel momento in cui avviene, bensì almeno un mese dopo, quando appaiono le macchie sulla vegetazione. Ma ormai è tardi, e la malattia può solo essere contenuta, non eradicata. Per prevenirla o eliminarla, prima di vederne traccia è necessario trattare le piante per sconfiggere le spore (“semi”) fungine nel momento in cui arrivano sul vegetale, ma ancora non vi si sono insediate. Quando si insediano, dopo poco appaiono le prime chiazze ed è ormai tardi per intervenire utilmente.


Danni da non sottovalutare

È una malattia fungina causata da numerosi tipi di funghi (Marssonina rosae sui rosai), che fanno apparire sulle foglie macchie tondeggianti scolorite che poi scuriscono fino a diventare nere e crostose, e invadono l’intera foglia che si secca e cade. Le foglie cadono presto, anche all’inizio dell’estate, spogliando l’intera pianta se l’attacco è grave e lasciato correre.

Le spore fungine si sviluppano nel periodo primaverile e autunnale, incentivate da temperature miti (fra 18 e 24 °C) e da un velo d’acqua (per esempio dopo una pioggia o se l’irrigazione bagna il fogliame); durante l’estate il problema sembra scomparire, ma non è così. Si perpetua da un anno all’altro attraverso il fogliame caduto a terra.


Come prevenirla

Adesso, a maggio, la prevenzione è difficile, ma non impossibile: tenete però conto di questi consigli per l’autunno venturo.

Non bagnate mai il fogliame: l’acqua veicola le spore, agenti del contagio.

Se le piante hanno manifestato attacchi in passato, tenetele d’occhio e, in caso di macchie sospette, eliminate subito le foglie colpite; nei casi più gravi trattate a scopo preventivo con sali di rame dopo ogni pioggia primaverile. Se invece non avete mai notato segni di macchia nera, prevenitela anche adesso irrorando con zeolite o polvere di roccia in genere, oppure con propoli o macerato d’ortica (tutti prodotti disponibili presso il vostro Centro di Giardinaggio di fiducia).

Per tutta la stagione, e soprattutto in autunno, raccogliete ed eliminate subito le foglie cadute, per ridurre la fonte di contagio.


Come eliminarla

Se l’attacco è già conclamato, trattate subito con prodotti a base di rame, da distribuire ai primi sintomi sulle foglie (o comunque il prima possibile). Ripetete dopo ogni pioggia fino a quando permangono le condizioni climatiche favorevoli allo sviluppo della malattia. Intervenite ancora una volta in ottobre e un’altra in dicembre dopo la caduta delle foglie.

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